MASSACRATA CON OLTRE DIECI COLTELLATE. GRAVE IL MARITO.

La lite furiosa è scoppiata nel primo pomeriggio, dentro la cucina di un appartamento in Via Dei Mille, nella zona alta di Parabita. Poi, improvvisi, quei fendenti del coltello, assestati con una forza intensa ed un cumulo di rabbia, come viene da pensare, per l’entità stessa della tragedia. Erano circa le 15.30 quando un tranquillo lunedì di inizio novembre si è trasformato in un incubo ad occhi aperti, un vero e proprio massacro, che non ha lasciato alcuno scampo ad un’anziana maestra di Parabita, Jolanda Provenzano, di 71 anni (dai più conosciuta come Jole) e che ha rischiato di provocare una seconda vittima, il marito di quest’ultima, Luigi Compagnone, di 8′ anni, gravemente ferito all’addome. L’uomo sembrerebbe comunque fuori pericolo. I carabinieri della compagnia di Casarano, che coordinano le indagini, in queste convulse ore stanno cercando di chiarire i contorni di questo omicidio.

Al momento c’è anche una persona sospettata, una donna di 33 anni di Casarano, S. D’A., proprietaria di un negozio di abbigliamento in quest’ultima città, alla quale i carabinieri sono arrivati dopo una rapidissima indagine e che sarebbe stata sorpresa a Lido Pizzo di Gallipoli, un’ora circa dopo il fatto, mentre stava scendendo dall’auto, cercando, secondo le primissime indiscrezioni, anche di disfarsi di quattro coltelli da cucina. E’ in stato di fermo.

Il primo ad accorgersi del massacro in quella casa di via Dei Mille è stato il fratello della vittima, Giuseppe Provenzano, 73 anni di Parabita, ma residente da anni in Svizzera e rientrato nel paese per una breve vacanza. Nel primo pomeriggio si era allontanato dall’abitazione, dove era ospite, per alcune commissioni ed al rientro s’è ritrovato di fronte ad un orrore. Ad aprirgli la porta è stato proprio Luigi Compagnone, che è riuscito a non perdere conoscenza, nonostante le gravissime ferite da coltello sotto lo stomato e che sarebbe riuscito a fornire alcuni importanti dettagli, come sussurrare proprio il nome della persona che poco prima aveva pugnalato lui e a morte la moglie. Indizi precisi che hanno poi messo i carabinieri sulla pista della donna fermata. Le condizioni dell’uomo si sono poi rapidamente aggravate e per questo è stato immediatamente trasportato da Parabita presso l’Ospedale di Casarano. La prognosi è riservata anche se, come detto, l’uomo sarebbe ormai fuori pericolo. Ma i contorni della vicenda non sono del tutto chiari. La donna al momento indiziata da un figlio di 7 anni che portava spesso in quella casa per alcune ripetizioni scolastiche. E sarebbe proprio in questo contesto da ascriversi il movente. Avrebbe infatti ricevuto, secondo le prime accuse formulate dalla stessa madre, diverse attenzioni morbose, in quella casa.

Jolanda Provenzano dava lezioni di doposcuola ai bambini del circondario sempre nella sua abitaizone, ma l’ingresso era sulla grada accanto, in via Gondar. La mattina, invece, gestiva una specie di asilo, per bimbi in tenera età. Si tratta di un’attività che la sua famiglia svolgeva da intere generazioni e che si è tramandata nel tempo. Il marito, Luigi Compagnone, è un notissimo sarto del luogo. L’anziana coppia di coniugi è molto conosciuta e stimata in paese. Il pubblico ministero al quale è affidata l’indagine è Maria Consolata Moschettini della Procura della Repubblica di Lecce. Il medico legale che dovrà effettuare l’autopsia sul corpo di Jolanda Provenzano è Roberto Vaglio.

(WWW.LECCEPRIMA.IT – 5 NOVEMBRE 2007)

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