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	<title>DR. COSIMO FRACASSO &#187; Il rispetto del Cittadino</title>
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	<description>Riflessioni di un Commercialista</description>
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		<title>DISEGNO DI LEGGE N. 773-B &#8211; APPROVAZIONE</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 15:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il rispetto del Cittadino]]></category>

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		<description><![CDATA[Parabita, 5 luglio 2009 Egr. Sig. Sen. Giorgio Napolitano (Presidente della Repubblica), On. Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio dei Ministri), Dott. Maurizio Sacconi (Ministro &#8211; Lavoro, Salute e Politiche Sociali), Dott. Ignazio La Russa (Ministro &#8211; Difesa), Dott. Angelino Alfano (Ministro &#8211; Giustizia), Dott. Roberto Maroni (Ministro &#8211; Interno), Dott. Franco Frattini (Ministro &#8211; Affari Esteri), Dott.ssa Mara Carfagna (Ministro &#8211; Pari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parabita, 5 luglio 2009</p>
<p><strong>Egr. Sig. Sen. Giorgio Napolitano (Presidente della Repubblica), </strong><strong>On. Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio dei Ministri), </strong><strong>Dott. Maurizio Sacconi (Ministro &#8211; Lavoro, Salute e Politiche Sociali), </strong><strong>Dott. Ignazio La Russa (Ministro &#8211; Difesa), </strong><strong>Dott. Angelino Alfano (Ministro &#8211; Giustizia), </strong><strong>Dott. Roberto Maroni (Ministro &#8211; Interno), </strong><strong>Dott. Franco Frattini (Ministro &#8211; Affari Esteri), </strong><strong>Dott.ssa Mara Carfagna (Ministro &#8211; Pari Opportunita&#8217;), </strong><strong>Dott. Pasquale Viespoli (Sottosegretario &#8211; Lavoro, Salute e Politiche Sociali), </strong><strong>Dott. Ferruccio Fazio (Sottosegretario &#8211; Lavoro, Salute e Politiche Sociali), </strong><strong>Dott.ssa Francesca Martini (Sottosegretario &#8211; Lavoro, Salute e Politiche Sociali), </strong><strong>Dott.ssa Eugenia Maria Roccella (Sottosegretario &#8211; Lavoro, Salute e Politiche Sociali), </strong><strong>Dott. Giuseppe Cossiga (Sottosegretario &#8211; Difesa), </strong><strong>Dott. Guido Crosetto (Sottosegretario &#8211; Difesa), </strong><strong>Dott.ssa Maria Elisabetta Alberti Casati (Sottosegretario &#8211; Giustizia), </strong><strong>Dott. Giacomo Caliendo (Sottosegretario &#8211; Giustizia), </strong><strong>Dott. Michelino Davico (Sottosegretario &#8211; Interno), </strong><strong>Dott. Alfredo Mantovano (Sottosegretario &#8211; Interno), </strong><strong>Dott. Nitto Francesco Palma (Sottosegretario &#8211; Interno), </strong><strong>Dott.ssa Stefania Gabriella Elisabetta Craxi (Sottosegretario &#8211; Affari Esteri), </strong><strong>Dott. Alfredo Mantica (Sottosegretario &#8211; Affari Esteri), </strong><strong>Dott. Enzo Scotti (Sottosegretario &#8211; Affari Esteri), </strong><strong>Senatori eletti nella Circoscrizione Puglia, Componenti della </strong><strong>Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica, Componenti della </strong><strong>Commissione Giustizia del Senato della Repubblica, Componenti della Commissione </strong><strong>Affari Esteri, Emigrazione del Senato della Repubblica, Componenti della Commissione </strong><strong>Difesa del Senato della Repubblica, Componenti della </strong><strong>Commissione Straordinaria Diritti Umani del Senato della Repubblica, </strong></p>
<p>faccio seguito all&#8217;approvazione con fiducia, il 2 luglio u.s., da parte del Senato, del Disegno di Legge n. 773-B in materia di sicurezza. I voti di fiducia sono stati tre: uno per ciascun articolo. Il provvedimento contiene l&#8217;introduzione del reato di immigrazione clandestina, per i quali sono previste multe da cinque a diecimila euro, con obbligo di denuncia da parte dei pubblici ufficiali. Passa poi da 60 a 180 giorni il periodo in cui un immigrato potrà essere trattenuto nei cedntri di identificazione ed espulsione, mentre costerà 200 euro chiedere la cittadinanza e da 80 a 200 euro il permesso di soggiorno. Vengono inoltre ripristinati i poteri del procuratore nazionale antimafia e inasprito il &#8220;41-bis&#8221; sulla detenzione dei boss mafiosi. Norme restrittive anche per associaizoni, gruppi od organizzazioni non riconosciute (vi entrano anche quelle religiose di matrice islamica): se c&#8217;è il sospetto che svolgano attività con finalità terroristiche, il Viminale può disporre lo scioglimento e ordinarne la confissca dei beni.</p>
<p>Con la presente ritengo necessario richiamare l&#8217;attenzione sulla norma che punisce a titolo di reato l&#8217;ingresso e il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello Stato, una norma che oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all&#8217;uso simbolico della snazione penale, criminalizza mere condizioni personali e presenta molteplici profili di illegittimità costituzionale.</p>
<p>La norma è, anzitutto, priva di fondamento giustificativo, poichè la sua sera applicativa è destinata a sovrapporsi integralmente a quella dell&#8217;espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce l&#8217;assoluta irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre, il ruolo di <em>extrema ratio </em>che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia utilizzata, nel rispetto del principio di proporzionalità, solo in mancanza di altri strumenti idonei al raggioungimento dello scopo.</p>
<p>Nè un fondamento giustificativo del nuovo reato può essere individuato sulla base di una presunta pericolosità sociale della condizione del migrante irregolare: la Corte Costituzionale (Sent. 78 del 2007) ha infatti già escluso che la condizione di mera irregolarità dello straniero sia sintomatica di una pericolosità sociale dello stesso, sicchè la criminalizzazione di tale condizione stabilita dal Disegno di Legge si rivela anche su questo terreno priva di fondamento giustificativo.</p>
<p>L&#8217;ingresso o la presenza illegale del singolo straniero dunque non rappresentano, di per sè, fatti lesivi di beni meriteovoli di tutela penale, ma sono l&#8217;espressione di una condizione individuale, la condizione di migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume un connotato discriminatorio <em>ratione subiecti</em> contrastante non solo con il principio di eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia costituzionale in materia penale, in base alla quale si può essere punti isolo per fatti materiali.</p>
<p>L&#8217;intrioduzione del reato, produrrebbe una crescita abnorme di ineffettività del sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di ulteriori processi privi di reale utilità sociale e condannato perciò alla paralisi. Nè questo effetto sarebbe scongiurato dalla attribuzione della relartiva cognizione al Giudice di Pace (con alterazione degli attuali criteri di ripartizione della competenza tra magistratura professionale e magistratura onoraria e snaturamento della fisionomia di quest&#8217;ultima): da un lato perchè la paralisi non è meno grave se investe il settore di giurisdizione del Giudice di Pace, dall&#8217;altro per le ricadute sul sistema complessivo delle impugnazioni, già in grave sofferenza.</p>
<p>Rientra certo tra i compiti delle istituzioni pubbliche &#8220;<em>regolare la materia dell&#8217;immigrazione, in correlazione ai molteplici interessi pubblici da essa coinvolti ed a gravi problemi connessi a flussi migratori incontrollati</em>&#8221; (Corte Costituzionale, Sent. n. 5 del 2004), ma nell&#8217;adempimento di tali compiti il legislatore deve attenersi alla rigorosa ossservanza dei principi fondamentali del sistema penale e, ferma restando la sfera di discrezionalità che gli compete, deve orientare la sua azione a canoni di razionalità finalistica.</p>
<p>&#8220;<em>Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le società più avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, sì che (&#8230;) non si può non cogliere con preoccupata inquietudine l&#8217;affiorare di tendenze, o anche soltanto tentazioni, volte a &#8220;nascondere&#8221; la miseria e a considerare le persone in condizioni di povertà come pericolose e colpevoli</em>&#8220;. Le parole con le quali la Corte Costituzionale dichiarò l&#8217;illegittimità del reato di &#8220;mendicità&#8221; di cui all&#8217;art. 670, comma 1, Cod. Pen. (Sent. 519 del 1995), offrono ancora oggi una guida per affrontare quesitoni come quella dell&#8217;immigrazione con strumenti adeguati alla loro straordinaria complessità e rispettosi delle garanzie fondamentali riconosciute dalla Costituzione a tutte le persone.</p>
<p>Certo di un Suo cordiale riscontro, porgo deferenti saluti.</p>
<p><strong>Dr. Cosimo Fracasso</strong></p>
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		<title>IL RISPETTO DEL CONTRIBUENTE</title>
		<link>http://www.studiofracasso.com/2009/06/22/il-rispetto-del-contribuente-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 10:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il rispetto del Cittadino]]></category>

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		<description><![CDATA[Parabita, 12 marzo 2008 Chiarissimo Candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Chiarissimo Candidato alla Camera dei Deputati, Chiarissimo Candidato al Senato della Repubblica, è iniziata la campagna elettorale per le votazioni politiche del 13 e 14 aprile e già si cominciano a leggere i programmi elettorali dei vari schieramenti politici. Indubbiamente in questa importante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parabita, 12 marzo 2008</p>
<p><em>Chiarissimo Candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri,</em></p>
<p><em>Chiarissimo Candidato alla Camera dei Deputati,</em></p>
<p><em>Chiarissimo Candidato al Senato della Repubblica,</em></p>
<p>è iniziata la campagna elettorale per le votazioni politiche del 13 e 14 aprile e già si cominciano a leggere i programmi elettorali dei vari schieramenti politici.</p>
<p>Indubbiamente in questa importante tornata elettorale un ruolo determinante sarà assunto dalle problematiche tributarie, perchè ormai la pressione fiscale ha raggiunto livelli insostenibili, aggravati dal fatto della perdita del potere d&#8217;acquisto delle famiglie italiane dopo l&#8217;entrata a regime dell&#8217;€uro. Sicuramente, quando si affrontano le questioni fiscali è importante parlare di abbattimento delle aliquote, purchè contemporaneamente non si allarghi la base imponibile, altrimenti gli effetti positivi si annullano, ma un aspetto altrettanto importante viene ignorato, cioè quello dei rapporti che devono intercorrere tra fisco e cittadini-contribuenti, soprattutto in fase di accertamenti, verifiche e contenzioso.</p>
<p>Può sembrare strano, ma sino ad oggi, non ho ancora letto nei vari programmi elettorali l&#8217;evidenziazione di un principio elementare, cioè quello che i rapporti tra fisco e contribuente devono essere improntati ad una massima lealtà, cioè il rispetto reciproco delle regole su un piano di perfetta parità.</p>
<p>Concretamente, le parti devono rispettare le regole del gioco e, soprattutto, quando entrano in conflitto, devono porsi dinanzi al giudice tributario su una posizione processuale di assoluta parità, senza pregiudicare o limitare il diritto di difesa di una delle parti a vantaggio dell&#8217;altra.</p>
<p>Oggi, purtroppo, questi elementari e logici principi, validi per tutti i settori giuridici, non sono applicati nel settore tributario dove il fisco, in qualunque momento, con l&#8217;aggravante persino degli effetti retroattivi, può modificare le regole a suo vantaggio, con grave pregiudizio dei diritti dei cittadini ed inoltre nel processo tributario si trova in una posizione di vantaggio sul contribuente, al quale per di più limita la difesa,.</p>
<p>A tal proposito, valgano i seguenti esempi, fra tanti che si potrebbero citare.</p>
<p>Nei mesi scorsi, la Corte Costituzionale ha confermato l&#8217;importante principio che tutte le cartelle esattoriali prive dell&#8217;indicazione del responsabile del procedimento sono da annullare e molti giudici tributari, anche a Lecce, si sono adeguati a tale principio ed hanno annullato le relative iscrizioni a ruolo. Ebbene, a questo punto, l&#8217;attuale Governo, con un vero e proprio colpo di mano, entrando &#8220;a gamba tesa&#8221; nella vicenda, ha approvato una legge che per il passato sana tutte le irregolarità pregresse, stabilendo soltanto la nullità delle future cartelle esattoriali che saranno notificate dal 1° giugno 2008.</p>
<p>Questo assurdo, ingiustificato, irrazionale ed illegittimo comportamento legislativo è la dimostrazione che, quando su determinati ed importanti principi il fisco ha torto, con una legge corregge tutto, logicamente a suo favore, mentre quando il contribuente ha torto, anche per questioni prettamente formali, deve pagare in silenzio.</p>
<p>E questo comportamento, purtroppo, è stato tenuto anche dai governi precedenti, come è avvenuto nella paradossolae vicenda dei crediti d&#8217;imposta, investimenti ed occupazione, più volte modificati nel tempo, sempre con effetti retroattivi, causando danni notevoli alle aziende che avevano fatto affidamento su quelle leggi.</p>
<p>In sostanza, i principi dello Statuto del contribuente, più volte valorizzati dalla Corte di Cassazione, soprattutto quelli del divieto della retroattività e della tutela dell&#8217;affidamento, spesso non solo vengono ignorati ma, soprattutto, imperiosamente calpestati.</p>
<p>Lo stesso comportamento di ingiustificata supremazia il fisco lo tiene in materia processuale, dove al cittadino-contribuente viene impedito di difendersi efficacemente, con il divieto della teswtimonianza e del giuramento, mentre alla Finanza è consentito tutto, con l&#8217;aggravante delle presunzioni.</p>
<p>Oltretutto, non bisogna dimenticare che l&#8217;attuale processo tributario è gestito unitamente dal Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, cioè una delle parti in causa, che nomina i giudici tributari e li mortifica con il pagamento della vergognosa somma di €uro 25 per ogni sentenza depositata, indipendentemente dal valore e dalla complessità della controversia decisa.</p>
<p>A questo punto, credo sia importante che tutti gli schieramenti politici inseriscano nei propri programmi elettorali, in modo chiaro e preciso, i seguenti principi:</p>
<ol>
<li>rispetto reciproco delle regole, nel senso che non ci devono mai essere interventi legislativi con effetti retroattivi a vantaggio del fisco e sempre a danno dei contribuenti;</li>
<li>inderogabilità assoluta dei principi dello Statuto del contribuente, che non devono mai subire eccezioni o limitaizoni;</li>
<li>parità processuale assoluta tra fisco e contribuente, senza alcuna limitazione del diritto di difesa, davanti ad un giudice terzo ed imparziale, nominato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e con un grado di preparazione adeguato alla delicatezza e complessità del compito, logicamente con compensi dignitosi, parificati a quelli della magistratura ordinaria;</li>
<li>da ultimo, per evitare che al cambio di Governo si assista al balletto delle modifiche in funzione degli interessi in gioco, secondo me, anche alla luce delle necessarie e future riforme istituzionali, sarebbe importante inserire <strong>a livello costituzionale dello Statuto del contribuente nonchè il riconoscimento della giustizia tributaria, autonoma rispetto a quella ordinaria ed amministrativa</strong>.</li>
</ol>
<p>Speriamo di leggere nei prossimi programmi elettorali i suddetti suggerimenti, con l&#8217;avvertenza che i cittadini-contribuenti ed i loro professionisti, stanchi dei notevoli soprusi e torti sino ad oggi subiti, sapranno come comportarsi dinanzi all&#8217;urna elettorale.</p>
<p>Certo di un Suo cordiale riscontro, porgo deferenti saluti.</p>
<p><strong>Dr. Cosimo Fracasso</strong></p>
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