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MASSACRATA CON OLTRE DIECI COLTELLATE. GRAVE IL MARITO.

domenica, 28 giugno 2009

La lite furiosa è scoppiata nel primo pomeriggio, dentro la cucina di un appartamento in Via Dei Mille, nella zona alta di Parabita. Poi, improvvisi, quei fendenti del coltello, assestati con una forza intensa ed un cumulo di rabbia, come viene da pensare, per l’entità stessa della tragedia. Erano circa le 15.30 quando un tranquillo lunedì di inizio novembre si è trasformato in un incubo ad occhi aperti, un vero e proprio massacro, che non ha lasciato alcuno scampo ad un’anziana maestra di Parabita, Jolanda Provenzano, di 71 anni (dai più conosciuta come Jole) e che ha rischiato di provocare una seconda vittima, il marito di quest’ultima, Luigi Compagnone, di 8′ anni, gravemente ferito all’addome. L’uomo sembrerebbe comunque fuori pericolo. I carabinieri della compagnia di Casarano, che coordinano le indagini, in queste convulse ore stanno cercando di chiarire i contorni di questo omicidio.

Al momento c’è anche una persona sospettata, una donna di 33 anni di Casarano, S. D’A., proprietaria di un negozio di abbigliamento in quest’ultima città, alla quale i carabinieri sono arrivati dopo una rapidissima indagine e che sarebbe stata sorpresa a Lido Pizzo di Gallipoli, un’ora circa dopo il fatto, mentre stava scendendo dall’auto, cercando, secondo le primissime indiscrezioni, anche di disfarsi di quattro coltelli da cucina. E’ in stato di fermo.

Il primo ad accorgersi del massacro in quella casa di via Dei Mille è stato il fratello della vittima, Giuseppe Provenzano, 73 anni di Parabita, ma residente da anni in Svizzera e rientrato nel paese per una breve vacanza. Nel primo pomeriggio si era allontanato dall’abitazione, dove era ospite, per alcune commissioni ed al rientro s’è ritrovato di fronte ad un orrore. Ad aprirgli la porta è stato proprio Luigi Compagnone, che è riuscito a non perdere conoscenza, nonostante le gravissime ferite da coltello sotto lo stomato e che sarebbe riuscito a fornire alcuni importanti dettagli, come sussurrare proprio il nome della persona che poco prima aveva pugnalato lui e a morte la moglie. Indizi precisi che hanno poi messo i carabinieri sulla pista della donna fermata. Le condizioni dell’uomo si sono poi rapidamente aggravate e per questo è stato immediatamente trasportato da Parabita presso l’Ospedale di Casarano. La prognosi è riservata anche se, come detto, l’uomo sarebbe ormai fuori pericolo. Ma i contorni della vicenda non sono del tutto chiari. La donna al momento indiziata da un figlio di 7 anni che portava spesso in quella casa per alcune ripetizioni scolastiche. E sarebbe proprio in questo contesto da ascriversi il movente. Avrebbe infatti ricevuto, secondo le prime accuse formulate dalla stessa madre, diverse attenzioni morbose, in quella casa.

Jolanda Provenzano dava lezioni di doposcuola ai bambini del circondario sempre nella sua abitaizone, ma l’ingresso era sulla grada accanto, in via Gondar. La mattina, invece, gestiva una specie di asilo, per bimbi in tenera età. Si tratta di un’attività che la sua famiglia svolgeva da intere generazioni e che si è tramandata nel tempo. Il marito, Luigi Compagnone, è un notissimo sarto del luogo. L’anziana coppia di coniugi è molto conosciuta e stimata in paese. Il pubblico ministero al quale è affidata l’indagine è Maria Consolata Moschettini della Procura della Repubblica di Lecce. Il medico legale che dovrà effettuare l’autopsia sul corpo di Jolanda Provenzano è Roberto Vaglio.

(WWW.LECCEPRIMA.IT – 5 NOVEMBRE 2007)

UCCISO A COLTELLATE NEL PETTO CONSIGLIERE PROVINCIALE

giovedì, 25 giugno 2009

Hanno atteso che giungesse sotto la sua abitazione, in via Nizza a Ugento. Una strada isolata. Lo hanno chiamato e lui è uscito dall’auto, mai immaginando che quella era una imboscata. L’assassino, o gli assassini, saranno le indagini e la perizia del medico legale a stabilirlo, gli hanno inferto una decina di coltellate al petto con una ferocia inaudita. Giuseppe Basile, 61 anni, esponente dell’Italia dei Valori, consigliere alla Provincia di Lecce e consigliere comunale ad Ugento, dove viveva, è stato ucciso durante la notte. Sulla morte dell’imprenditore edile, conducono le indagini i carabinieri della Compagnia di Lecce e quelli di Casarano. I militari seguono le indagini da questa notte e per ora non escludono alcuna impotesi.

Gli investigatori seguirebbero infatti almeno un paio di piste: una è strettamente legata alle battalgie politiche di Basile, un’altra passionale. Il consigliere all’opposizione al Comune di Ugento era noto peroprio per la sua determinazione politica, convinzioni che prendevano forma, per esempio, nelle sue note campagne per la tutela dell’ambiente. Un macabro ricordo degli amici, che, chiedendogli chi glielo facesse fare, era solito dire: “Mi fermerà sulu lu chiombu …”. Un presagio?

Ma gli inquirenti non tralasciano la seconda ipotesi, quella passionale. L’efferatezza con cui è stato compiuto l’omicidio parla di dieci e forse più coltellate inflitte sul petto di Basile. Non un freddo agguato con una pistola, ma una sequela di fendenti ravvicinati e rabbiosi. Alcuni vicini, dopo il delitto, hanno udito le urla e lo stridore di gomme sfrecciare sull’asfalto. Al momento gli investigatori non escluderebbero neanche una terza pista, legata all’attività imprenditoriale della vittima, che però non sembrerebbe avere debiti di sorta. Intanto l’Italia dei Valori ha richiesto l’interessamento dei carabinieri del Ris.

Basile è stato trovato nei pressi della sua abitazione, per strada. Il corpo è stato scoperto da vicini che rientravano nelle proprie abitazioni intorno all’1.30. L’uomo viveva da solo, dopo che si era separato dalla moglie. Noto in paese, anche per la sua intensa attività di conswigliere comunale di opposizione, alle ultime elezioni parlamentari era anche stato candidato nella Lista Di Pietro per la Camera, giungendo al settimo posto. Sul luogo, oltre agli investigatori che proseguono con i rilevamenti, è atteso il medico legale, che dovrà verificare il numero delle coltellate inferte dall’assassino alla vittima e risalire all’ora in cui è stato compiuto l’omicidio.

Basile era stato nominato ad inizio legislatura consigliere alla Provincia di Lecce dopo essere stato eletto nel collegio di Taurisano-Ugento nelle liste dell’Italia dei Valori. Era capogruppo a Palazzo dei Celestini e componente delle commissione consiliari Patrimonio lavori pubblici, Gestione territoriale, Ambiente e risorse naturali ed energetiche. Era componente anche del Comitato di Gestione dell’Osservatorio permanente dell’Immigrazione.

Come consigliere di opposizione a Ugento aveva in più occasioni suscitato scalpore per le sue iniziative. Nel marzo scorso, durante la campagna elettorale per le elezioni parlamentari, aveva vivacemente protestato, e preannunciato esposti alla magistratura, perchè la Polizia Municipale gli aveva rimosso uno striscione per propaganda elettorale di circa tre metri di lunghezza che aveva posto su un balcone sul Comitato elettorale dell’Italia dei Valori.

In passato Basile aveva inoltre ricevuto una lettera di minaccia nel cui interno gli erano stati fatti recapitare alcuni bossoli di pistola. E intanto arriva il primo intervento politico: sull’omicidio il leader dell’IdV Antonio Di Pietro afferma: “L’Italia dei Valori ha appreso con sgomento la notizia dell’uccisione di Giuseppep Basile e partecipa al dolore dei familiari. Era un politico tutto d’un pezzo che affrontava e denunciava ogni giorni a muso duro ciò che non andava bene nelle gestione della res pubblica”.

“Non ci sono parole per esprimere lo sdegno, le persone non fanno che parlare di questo fatto”. E’ la reazione del sindaco di Ugento, Eugenio Ozza, dopo aver saputo dell’omicidio di Giuseppe Basile che, come detto, era anche Consigliere Comunale del Paese. Poi il sindaco ha tenuto a sgombrare il terreno da possibili collegamento tra il delitto e la vita politica di Ugento: “Escludiamo qualsiasi collegamento del fatto con la sua attività politica - ha detto Ozza – perchè il consigliere Basile era amico di tutti”.

Per Carlo Madaro, ex magistrato ed sponente salentino dell’Italia dei Valori, Giuseppe Basile aveva di recente subito un’intimidazione. A quanto Madaro ricorda e riferisce, a Basile era stata fatta trovare dinanzi a casa la testa mozzata di un cavallo quale mese fa. Madaro – che è assessore provinciale a Lecce per la Tutela dei diritti e dei consumatori e pr la lotta all’usura e al racket - riferisce di aver consigliato a Basile in quella circostanza di denunciare l’accaduto ma aggiunge di non sapere se poi Basile lo avesse fatto. Circa tre anni fa – sempre secondo Madaro – a Basile era stata fatta arrivare una busta con un proiettile. “Basile aveva capitalizzato inimicizie – sottolinea Madaro - per la sua irruenza e la sua combattività”. L’assessore racconta ancora di aver visto Basile per l’ultima volta il 12 giugno scorso in una riunione di partito tenuta a Lecce e di averlo atteso invano ieri alla messa celebrata dal Papa a Santa Maria di Leuca, dove riteneva che anche Basile si sarebbe recato.

(WWW.LECCEPRIMA.IT – 15 GIUGNO 2008)